Hotel Cinema: Grand Hotel Rimini

Hotel Cinema: Grand Hotel Rimini

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grand hotel riminiTroppo facile ma d’obbligo partire da casa nostra: immancabile, indimenticabile, intramontabile… glorioso!
Il Leone d’oro per classicismo va al Grand Hotel di Rimini, tanto amato da Fellini sin da piccolo da spingerlo a immortalare questo grandioso albergo in numerosi suoi film. Tra tutti è questa infatti la location di alcune delle scene più significative di “Amarcord”: un set indimenticabile che da sfondo, grazie alle sue atmosfere indimenticabili e suggestive, assurge quasi a coprotagonista, conquistandosi fama mondiale come luogo dell’esotico e del lusso.

Quando le descrizioni nei romanzi che leggevo non erano abbastanza stimolanti da suscitare, nella mia immaginazione, scenari suggestivi, tiravo fuori il Grand-Hotel… tutto avveniva al Grand-Hotel.

Le sere d’estate il Grand Hotel diventava Istanbul, bagdad, Hollywood. Sulle terrazze, protette da cortine di fittissime piante, forse si svolgevano feste alla Ziegfield,
Si intravedevano nude schiene di donne che ci sembravano d’oro, allacciate da braccia maschili in smoking bianco, un venticello profumato ci portava a tratti musichette sincopate, languide da svenire
”.

Questo scriveva il maestro ricordando l’atmosfera di magia, di eccitazione profonda dei sensi che pervadeva ai tempi della sua adolescenza riminese i locali del Grand Hotel, che, con le sue duecento camere, i giardini esotici, le ampie terrazze e l’imponente facciata rosa in stile Liberty, si impose fin dalla sua inaugurazione, nel luglio del 1908, come la più importante attrazione del Mediterraneo, meta di vacanza per le più celebri personalità dell’epoca.

Simbolo della Rimini sofisticata della Belle Époque, il Grand Hotel ha fatto dell’aurea mitica che lo circonda il suo marchio di fabbrica: ancora oggi le camere conservano gli arredi francesi e del XVIII secolo, il parquet e i lampadari veneziani sono quegli stessi dell’arredamento originale, e nelle sale ristorante i mobili, i dipinti e le luci rievocano ma soprattutto fanno rivivere la suggestiva atmosfera del passato. Simbolo dell’immaginario felliniano: la sua spiaggia è quella dove sognavano di fuggire I Vitelloni e dove si muoveva conturbante Saraghina.

Addirittura, la suite, sempre la stessa, in cui Fellini usava soggiornare e trascorrere notti (di fuoco?) con la moglie Giulietta, è a disposizione per chi voglia trascorrere una vacanza da 8 e ½ in un albergo unico al mondo.

E, approfittando della nostalgica atmosfera di questo simbolo di alta classe, accompagnati dalle note musicali di Sonny boy, Alone, I Love You, omaggiando il grande genio italiano, sogniamo, stavolta, di emularne se non fama, successo e onori, quanto meno le prenotazioni alberghiere.