Cosa fare in questa ultima parte di estate in alternativa al mare?

Capita che non ci si possa andare, che non se ne abbia voglia, che per una ragione o per l’altra quest’anno proprio no. E se non vi vengono quelle idee degne d’esser chiamate tali per placare aspettative vacanziere nella testa sempre troppo alte, un’alternativa di quelle che poi alla fine garantiscono inattese soddisfazioni potrebbero essere i numerosi festival musicali che, dalle Alpi alle isole in odore d’Africa, animano piazze, castelli, arene, teatri e chi più ne ha più ne metta. I Suoni delle Dolomiti è uno di questi. Lo si può definire storico perché ha segnato un modo nuovo di vivere la musica e la montagna, mettendole insieme e mettendo insieme allo stesso livello pubblico e artisti. Come?

Il concerto “ce lo si guadagna alla pari” – chi ascolta e chi suona - raggiungendo a piedi  il luogo dove si svolgerà. Si potrebbe dire che le vere protagoniste de I suoni delle Dolomiti siano proprio loro, le montagne, che fanno da quinta, cassa di risonanza e ragion d’essere a una performance artistica che esce dai suoi spazi abituali per riconquistare quella libertà che vive forse solo nella fase in cui viene creata. Complice la natura, che lungo il sentiero mette tutti allo stesso livello, quel velo invisibile che separa abitualmente performer e pubblico si dissolve e le parti si confondono. Se vi capiterà di assistere a uno dei concerti vedrete però che nessuno travalica i propri confini e l’interazione tra il contesto, i musicisti e il pubblico è davvero unica.

Quindi, se non avete ancora “partorito” quelle splendide idee per salvare una stagione di vacanza che vi sta quasi scappando via, provate. Date un’occhiata a questa seconda parte del programma dell’evento, vedete chi vi interessa di più, e pianificatevi i vostri giorni di quella montagna che non vi aspettavate. L’ideale è, magari, mettere insieme due date vicine e programmarvi un po’ di giorni qua e un po’ di giorni là. Ah, a molte date sono associate escursioni a mo’ di estensione del percorso che si fa per raggiungere il luogo del concerto. Sono fatte in compagnia di guide ed esperti. Chissà che anche i più pigri di voi non vengano folgorati sulla via dei “monti pallidi”, diventando fanatici di tenute da trekking niente male e strumenti tecnici per tenere d’occhio altitudine, battito cardiaco e altri impensati parametri. Attenzione, per andare in fissa con la montagna di ci vuole pochissimo. E non si smette più. La salute, comunque, ringrazia e pure la linea.

In agosto il festival entra nella sua seconda parte, ma va avanti fino alla fine del mese. I nomi in programma sono davvero tanti e una delle cose belle di questo evento “diffuso” è proprio il non avere un tema dominante. Gli stili si mescolano tra loro e tutti i generi musicali vengono attraversati per dare spazio ai desiderata di ogni tipo di spettatore, senza pregiudizi né esclusioni a priori. Ma, allora, chi c’è ancora da vedere?

Il 9 agosto Samuele Bersani è in Val di Non, su quel bellissimo balcone naturale con vista sul Gruppo del Brenta e sui meleti giardino della valle delle mele per eccellenza che è l’altopiano della Predaia. Il 10 agosto, il Monte Bondone, la montagna della città di Trento, ospita un grande nome della chitarra come Al di Meola che si esbisce con Peo Alfonsi, musicista sardo DOC che da anni collabora senza timori reverenziali con il super chitarrista fusion. Lunedì 20 agosto, a San Martino di Castrozza, cuore spettacolare delle Dolomiti, tocca a Richard Galliano, maestro indiscusso della fisarmonica che ha dato vita a una seducente commistione tra musette, tango e jazz. Un altro superbo altopiano, quello di Lavarone, fa da quinta il 21 agosto a Simone Cristicchi, il cantautore coi ricci che dopo poche canzoni che non si dimenticano si è ritagliato uno spazio di primo piano nel panorama della musica italiana. Il 22 agosto, a Pieve Tesino, un’altra bella data con Orchestra Terrextre, compagine nutritissima che propone un divertente scontro musicale tra Africa, Asia, Europa e Sud America. La Val Rendena è un altro di quei luoghi dolomitici che sono sinonimo di montagna. Un nome la segna in tutto il mondo: Madonna di Campiglio. Anche se, attenzione, c’è molto, molto di più. In Val Rendena, il 23 agosto va in scena Enrico Ruggeri. Il 24 agosto, i virtuosismi classici tra violino e viola di Ylia Gringolts e Maxim Rysanov faranno brillare ancora di più le superfici dei Laghi di Bombasèl, dell’Alpe Cermis, in Val di Fiemme. Dalla Val di Fiemme alla vicina Val di Fassa, con una performance tutto di ottone con i Canadian Brass che il 25 agosto danno vita a un show in cui fanno dialogare Mozart con i Beatles, Bach con Gershwin. Lunedì 27 agosto, vibrafono, marimba e percussioni fra improvvisazione e composizione, riempiono il gruppo Adamello-Presanella con Andrea Dulbecco e Double Mallets Trio. Ancora ottoni, il 28 agosto, con i London Brass ai piedi del massiccio del Cevedale. Il 29 agosto, in Val di Sella, (Valsugana) vicino alla Malga Costa i grandi violoncellisti Monika Leskovar e Giovanni Sollima rendono omaggio agli albero con i loro strumenti esaltati dal legno. Il 30 agosto l’intelligente caciara della Banda Osiris rivede i Lagorai in scena, questa volta al Dosso di Costalta. Il 31 agosto si chiude in bellezza in uno dei luoghi simbolo della Val di Fassa, il rifugio Fuciade. I nomi che calano il sipario sull’edizione 2012? Stefano Bollani, Irene Grandi e I Visionari.

Allora, siete ancora sicuri che la montagna non sia una di quelle grandi idee che stavate cercando?