Paracadutismo: tutte le discipline

Paracadutismo: tutte le discipline

24 Marzo 2016 Off Di luiginucci

Nel paracadutismo moderno esistono diverse discipline con differenti modi di “volare“, alcune di queste possono essere praticate nelle migliori scuole di paracadutismo italiane.
Ecco le più conosciute:

Free-fly (volo verticale). Il free-fly consiste nel volare in caduta libera in diverse posizioni “verticali” con velocità che variano dai 200 ai 500 Km all’ora.
Questa disciplina risale all’anno 1994 ed il merito va ad un gruppo di paracadutisti i quali desideravano sperimentare forme di volo alternative. Il freefly venne alla luce nel 1996 durante gli X-GAMES ed attirò molta attenzione e curiosità fra i paracadutisti. Naturalmente non avrebbe potuto essere diversamente. Il freefly, “volo libero” è un’espansione del paracadutismo tradizionale, la quale include le posizioni orizzontali conosciute e le integra con nuove posizioni verticali (“head-up position” o “head-down position”), fornendo una maggiore velocità di caduta libera.

Skysurf
Questa disciplina è considerata tra le più spettacolari ed emozionanti specialità del paracadutismo sportivo. Si utilizza una particolare tavola fissata ai piedi del paracadutista, che permette di eseguire movimenti tridimensionali in caduta libera.
Si scende ad una velocità di circa 200 Km/h sfruttando il flusso d’aria e il surf come punto d’appoggio, le figure possibili sono infinite e il divertimento è assicurato. La tavola è costruita con materiale leggero ma molto resistente (carbonio, resine, ecc.).
E’ una disciplina agonistica e competitiva che prevede alcuni movimenti prestabiliti e obbligatori da eseguire, I giudici tengono anche conto, durante la gara, del lavoro di coppia e la creatività del team.
L’approccio a questa disciplina deve essere fatto per gradi con la dovuta cautela e preparazione tecnica, sotto l’ occhio vigile di un esperto onde evitare errori di valutazione nel profilo tecnico di volo, procedure di emergenza, efficienza degli attacchi, ripiegamento, ecc.

Relative work
R.W. è l’acronimo americano di Relative Work (lavoro relativo) una delle specialità più tecniche del paracadutismo contemporaneo. Si tratta di una disciplina di gruppo che può essere praticata agonisticamente da squadre composte da 4, 8 o 16 elementi.
Per riuscire bene in questa disciplina occorre avere spiccate doti di concentrazione ed un forte senso di lavoro di appartenenza al team.

Swooping
E’ l’ultima delle discipline in voga nel paracadutismo. Si tratta di una vera e propria arte nel saper imparare con precisione e accuratezza un paracadute ad alte prestazioni. La stessa disciplina è stata nota per anni come Blade Runner, esercitata principalmente lungo i pendii di montagne innevate.
Grazie al recente sviluppo delle vele ad alte prestazioni, si è cominciato a sperimentare questa disciplina su stagni, laghi e spiagge. La disciplina prevede molte prove, dalla precisione in atterraggio, alla distanza percorsa con la planata, alla velocità terminale.
Lo swooping (chiamato anche canopy piloting) è in grado di offrire uno spettacolo a tutti gli effetti, che tutti possono vedere ed applaudire dal vivo. Nel 2005 si è disputato il primo campionato italiano.

Wing Suit (tuta alare)
Volare con la tuta alare “introduce nella dimensione prevalentemente verticale del volo in caduta libera una più forte e sensibile tendenza al movimento orizzontale”. ( Patrick De Gayardon).
La tuta è costituita da due strati di tessuto sovrapposti e cassonati che si gonfiano irrigidendosi per la pressione dell’aria.
Il tempo di caduta libera, se paragonato a quello di un paracadutista tradizionale, è circa il doppio e le distanze che si possono coprire sono impensabili con le tecniche di lancio tradizionali.